Il progetto per il Nuovo Foro Boario a Borgo San Lorenzo, sostenuto dai fondi PNRR, rappresenta un'iniziativa significativa di rigenerazione urbana. L'obiettivo è riqualificare un'area precedentemente degradata e frammentata, trasformandola in un punto di riferimento funzionale, moderno e versatile per la comunità. Attraverso un processo partecipativo avviato nel 2021 e coordinato da Caret Studio, si è inteso valorizzare il potenziale di questa zona strategica, situata al confine tra l'abitato e il Torrente Le Cale. L'area, storicamente sede di fiere agricole e zootecniche, e successivamente di eventi e manifestazioni locali, possedeva già un forte valore sociale e culturale, sebbene necessitasse di un intervento di riconnessione con il paesaggio fluviale e di una nuova identità architettonica.
L'intervento ha affrontato la sfida di ricucire il tessuto urbano con il contesto naturale, creando un ampio parco urbano attrezzato e un nuovo padiglione che funge da fulcro aggregativo. La scelta di una copertura monumentale in legno lamellare, dal caratteristico colore rosa-terracotta, non è solo un elemento distintivo ma un vero e proprio simbolo di convivialità e appartenenza, una metafora costruita per celebrare l'incontro e la condivisione. Questo padiglione, con i suoi volumi funzionali dedicati alla ristorazione e ai servizi, si configura come una 'sala civica' all'aperto, permeabile e invitante, che connette le diverse aree del parco e rafforza il senso di comunità.
Riqualificazione Urbana e Connessione con il Paesaggio
Il progetto del Nuovo Foro Boario a Borgo San Lorenzo rappresenta un esempio virtuoso di rigenerazione urbana, volto a restituire alla comunità uno spazio funzionale e identitario. L'intervento ha origine da un percorso di progettazione partecipata, promosso dall'Amministrazione Comunale e basato su un masterplan elaborato da Caret Studio. L'obiettivo principale è stato trasformare un'area storicamente significativa, ma caduta in disuso, in un moderno polo di aggregazione. La zona, che in passato ospitava la Fiera dell'Agricoltura e del Bestiame e altri eventi locali, si trovava in uno stato di degrado e frammentazione, divisa su più livelli altimetrici e separata dal Torrente Le Cale dalla presenza di una strada trafficata. La sfida progettuale consisteva nel ricucire il legame tra l'ambiente urbano e quello naturale, liberando spazi per manifestazioni e realizzando un nuovo padiglione multifunzionale per feste e sagre, elementi centrali della vita sociale del paese e del Mugello.
Per raggiungere questi obiettivi, il masterplan ha previsto una riorganizzazione infrastrutturale cruciale, in particolare lo spostamento della via Caduti di Montelungo. Questa modifica ha permesso di allontanare il traffico dall'area prospiciente il fiume, posizionando la strada al livello più basso dei tre terrazzamenti esistenti. Tale soluzione ha generato due benefici fondamentali: da un lato, ha creato una vasta area libera e unificata, adiacente agli argini e ai percorsi ciclopedonali, aprendo a nuove possibilità di utilizzo; dall'altro, ha massimizzato la distanza sensoriale tra il parco e la strada, attenuando il rumore e il traffico. In questo modo, è stata amplificata la percezione di quiete e di contatto con la natura, riconquistando il paesaggio fluviale e promuovendo una fruizione più armonica dello spazio. Il nuovo parco urbano è stato disegnato con una rete di percorsi pedonali e ciclabili che guidano i visitatori in un viaggio di progressivo allontanamento dall'ambiente costruito verso l'ecosistema del fiume, creando un'esperienza immersiva e rigenerante.
Il Nuovo Padiglione: Un'Icona di Aggregazione Collettiva
Nel cuore del nuovo parco urbano, concepito con aree dedicate allo sport, al gioco e alla sosta, si erge il Nuovo Padiglione, progettato per essere l'icona identitaria del Foro Boario. L'edificio si articola in due volumi distinti: uno destinato a cucine per uso comunitario e l'altro a un bar gestito da associazioni locali e servizi igienici pubblici. Questi due blocchi sono uniti da un elemento architettonico di grande impatto visivo: una maestosa copertura in legno lamellare, caratterizzata da un distintivo colore rosa-terracotta. Questa scelta cromatica e volumetrica non è casuale, ma è una dichiarazione intenzionale che riconosce e valorizza il ruolo popolare e festivo dell'edificio, trasformandolo in un landmark visibile e inequivocabile nel paesaggio di Borgo San Lorenzo. La copertura, dunque, trascende la sua funzione strutturale per diventare un simbolo potente di aggregazione e identità condivisa.
La copertura non è solo un elemento estetico, ma il fulcro concettuale dell'intero progetto. In netta antitesi con la neutralità formale tipica del modernismo, l'architettura del Nuovo Padiglione enfatizza la copertura, elevandola a elemento vernacolare, capace di dialogare direttamente con la popolazione. Questa grande copertura ambisce a diventare una metafora costruita di aggregazione, un ampio riparo sotto il quale i cittadini possono ritrovarsi, celebrando un senso di appartenenza e comunità. Lo spazio che si forma al di sotto, tra i due volumi funzionali, si trasforma in una grandiosa sala civica all'aperto, protetta e accogliente, ideale per incontri e condivisione. Il padiglione assume così la configurazione di una struttura 'a ponte', con una parte centrale permeabile e aperta che invita al transito e all'attraversamento. In questo modo, connette le due aree del parco, a nord e a sud del padiglione, configurandosi come il vero e proprio nucleo del progetto, un catalizzatore di vita sociale e culturale per l'intera comunità.