Il recente Rapporto Italia 2026 di Eurispes ha messo in luce una realtà complessa e contraddittoria nel rapporto tra la società italiana e gli animali da compagnia. Mentre da un lato si conferma un attaccamento sempre più saldo degli italiani ai loro amici a quattro zampe, considerati veri e propri membri della famiglia, dall'altro emergono ritardi significativi da parte delle istituzioni nell'implementazione di politiche pubbliche adeguate. La spesa per gli animali domestici è in costante crescita, ma l'accesso alle cure veterinarie rimane un privilegio e la lotta al randagismo è ancora insufficiente. L'ENPA, da anni testimone di questa evoluzione culturale, invita a un'azione più decisa e coordinata per garantire una tutela efficace del benessere animale.
Dettagli dal Rapporto Eurispes: Legami Forti e Criticità Strutturali
Il 15 giugno 2026, il Rapporto Italia 2026 di Eurispes ha svelato un quadro dettagliato del panorama italiano relativo agli animali d'affezione. La ricerca ha evidenziato che il 33,7% delle famiglie italiane condivide la propria vita con almeno un animale domestico, con cani e gatti che dominano la scena. Questo dato, seppur in leggera flessione rispetto al 40,5% del 2025 – una variazione che l'ENPA invita a non sottovalutare, considerandola potenziale indicatore delle crescenti difficoltà economiche – conferma la loro importanza affettiva, educativa e relazionale nelle dinamiche familiari.
Parallelamente a questa integrazione profonda, il rapporto ha rivelato che il settore della Pet Economy ha raggiunto un valore annuo di 6,8 miliardi di euro, posizionando l'Italia come il principale mercato europeo. Questa cifra, cresciuta del 76% nell'ultimo decennio, sottolinea la volontà degli italiani di investire nel benessere dei propri animali. Tuttavia, questa prosperità economica si scontra con una lacuna infrastrutturale e sociale: il 20,4% degli italiani ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni veterinarie per ragioni economiche, trasformando la salute animale in un lusso. L'ENPA ha ribadito la necessità di misure di sostegno per evitare che le difficoltà economiche si traducano in rinunce alle cure o, peggio, abbandoni.
Tra le criticità più urgenti, il rapporto ha sottolineato la mancanza di un sistema nazionale omogeneo per l'identificazione degli animali, rendendo più ardua la lotta contro abbandoni e traffici illeciti. Il fenomeno del randagismo, infine, è stato descritto come una questione ad alto impatto sociale, richiedendo una sinergia tra istituzioni, enti locali e il terzo settore per investimenti in prevenzione, sterilizzazioni ed educazione al possesso responsabile.
Una Prospettiva Futura: Tra Sensibilità Crescente e Urgenza di Intervento
Questo approfondito resoconto di Eurispes, arricchito dalle considerazioni dell'ENPA, ci invita a riflettere sulla dicotomia tra la crescente sensibilità della società e la lentezza dell'apparato statale. Gli animali da compagnia non sono più semplici “possedimenti”, ma esseri senzienti che occupano un posto centrale nelle nostre vite, come dimostra anche l'aumento dell'8,5% di vegetariani e vegani e l'attenzione alla sostenibilità ambientale. È imperativo che questa evoluzione culturale sia accompagnata da un'altrettanto rapida e significativa evoluzione delle politiche pubbliche. Garantire l'accessibilità alle cure veterinarie, implementare un'anagrafe nazionale efficiente e sostenere attivamente la lotta al randagismo non sono solo questioni animaliste, ma sfide che riguardano il benessere sociale e la giustizia. Le istituzioni hanno il dovere di tradurre questa diffusa consapevolezza in azioni concrete, colmando il divario esistente e dimostrando di essere all'altezza di una società che, sempre più, riconosce e valorizza il legame indissolubile con il mondo animale.