Il lungometraggio "Il Dio dell'Amore" di Francesco Lagi, è stato inaugurato al 17° Bif&ST presso il suggestivo Teatro Petruzzelli di Bari e si appresta a raggiungere le sale cinematografiche a partire dal 26 marzo. Quest'opera cinematografica, ricca di coralità, si addentra nelle complesse dinamiche delle esistenze umane, tessendo una trama di affetti, interazioni e legami profondi. L'amore, protagonista indiscusso, viene narrato attraverso la prospettiva di un moderno "maestro d'amore", un personaggio che evoca la figura di Ovidio, interpretato con maestria da Francesco Colella. L'attore sottolinea come il film metta in risalto la natura mutevole e trasformativa dell'amore, un concetto che, sebbene espresso a parole, trova piena realizzazione e visibilità nelle vicende narrate.
L'Intenso Ritratto dell'Amore nel Nuovo Film di Francesco Lagi
Il 25 marzo 2026, presso il rinomato Teatro Petruzzelli di Bari, ha avuto luogo la prestigiosa anteprima de "Il Dio dell'Amore", l'ultima fatica cinematografica del regista Francesco Lagi. Questa pellicola, che debutterà nelle sale italiane il 26 marzo, promette di essere un'analisi profonda e sfaccettata delle relazioni umane. Il nucleo narrativo si snoda attraverso una serie di personaggi le cui esistenze sono incessantemente plasmate dall'amore in tutte le sue manifestazioni. Francesco Colella, interprete del "magister amoris" contemporaneo, una sorta di Ovidio dei nostri tempi, ha commentato che il film illustra come l'amore sia una forza onnipresente che attraversa e trasforma ognuno, assumendo forme sempre nuove. Lagi, con una delicatezza che ricorda le opere di Woody Allen e una profondità che invita alla riflessione sui grandi interrogativi esistenziali, dipinge un affresco di vite che l'amore guida, disgrega, ricostruisce e riaccende. Le varie coppie, animate da attori del calibro di Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese, Vanessa Scalera e Corrado Fortuna, sembrano danzare in un ciclo senza fine di unioni e separazioni. Colella ha descritto l'amore come un enigma insondabile, un territorio in cui la discussione può facilmente cadere nel ridicolo o nel sentimentalismo stucchevole. Tuttavia, il film di Lagi si distingue per un'osservazione acuta e priva di melensaggini, seguendo la corrente di questo sentimento imprevedibile, impetuoso e dalle mille facce, che difficilmente si lascia catturare nella sua totalità. Il lungometraggio è, quindi, un viaggio nell'inafferrabile essenza dell'amore, un'indagine che promette di coinvolgere e commuovere il pubblico.
Questo film offre una visione stimolante sulla natura universale e dinamica dell'amore. Ci invita a riflettere sulla sua capacità di modellare le nostre vite, sia nel bene che nel male, e sulla complessità delle relazioni umane. La rappresentazione dell'amore come forza in continua evoluzione, lungi dall'essere un sentimento statico, risuona con la nostra esperienza quotidiana, ricordandoci che comprendere l'amore significa abbracciare il suo mistero e la sua imprevedibilità. La pellicola ci incoraggia a esplorare le infinite sfumature dell'affetto e della passione, riconoscendo che, nonostante la sua elusività, l'amore rimane un pilastro fondamentale dell'esistenza.