Le operazioni nel sito di Santa Palomba, destinate alla costruzione di un inceneritore, sono al centro di accese controversie. Nonostante il rinvenimento di un'antica via romana e la successiva dichiarazione di interruzione delle attività da parte dell'amministrazione capitolina, i gruppi civici e le forze politiche di opposizione denunciano la prosecuzione dei lavori. Richiedono inoltre ispezioni immediate per accertare la conformità alle normative e la protezione dei beni culturali, con la scoperta di un ulteriore segmento della strada romana che esacerba la situazione.
Il dibattito si è intensificato notevolmente il 15 giugno, in seguito a nuove segnalazioni di rinvenimenti archeologici e all'osservazione di un significativo transito di veicoli pesanti all'interno dell'area designata per la futura struttura. Questi eventi hanno riacceso le preoccupazioni riguardo alla gestione del sito e alla trasparenza delle operazioni in corso.
La scoperta della pavimentazione stradale di epoca romana è avvenuta il 10 giugno, durante le attività di scavo. Secondo le comunicazioni ufficiali di Roma Capitale, un archeologo incaricato della supervisione del cantiere era presente al momento del ritrovamento. Sono state prontamente avviate le procedure standard per la documentazione e la messa in sicurezza del reperto storico. L'11 giugno, la Soprintendenza Speciale di Roma ha condotto un'ispezione sul posto e ha imposto la sospensione delle attività nella porzione di cantiere direttamente interessata dalla scoperta, in attesa di ulteriori decisioni. Il Campidoglio ha chiarito che tale interruzione riguardava un'area limitata e perimetrale del sito, non l'intera estensione destinata alla realizzazione dell'impianto.
Il 15 giugno, la consigliera regionale Alessandra Zeppieri ha reso pubblica una dichiarazione in cui denunciava un flusso continuo di camion e mezzi pesanti all'interno del cantiere. Ha riferito che, sin dalle prime ore del mattino, si era registrato un traffico intenso di veicoli in entrata e in uscita, con più di cinquanta mezzi osservati dai cittadini presenti a un presidio organizzato davanti al sito. Zeppieri ha sottolineato come questa situazione apparisse in contrasto con la sospensione delle attività precedentemente annunciata in seguito ai ritrovamenti archeologici, chiedendo indagini immediate e chiarimenti sullo stato reale dei lavori, per garantire alla cittadinanza il diritto di essere informata con precisione sulle attività autorizzate e in corso nell'area.
Nello stesso giorno, anche l'Unione dei Comitati contro l'inceneritore ha annunciato il ritrovamento di un secondo tratto della strada basolata, situato nelle vicinanze del Casale della Massimetta. I comitati sostengono che questo nuovo rinvenimento presenta lo stesso orientamento del tratto scoperto in precedenza, confermando l'esistenza di un più vasto contesto archeologico nell'area. Affermano inoltre che gli scavi recenti avrebbero danneggiato parte del tracciato archeologico e richiedono l'accertamento di eventuali responsabilità. Alla luce di questi nuovi elementi, i comitati hanno chiesto la sospensione totale del cantiere e hanno presentato una nuova denuncia al Ministero della Cultura, evidenziando come il continuo passaggio di mezzi pesanti richieda un intervento immediato delle autorità competenti per verificare lo stato delle attività e salvaguardare il patrimonio archeologico. Si attendono ora le decisioni della Soprintendenza riguardo all'estensione del contesto archeologico e alle eventuali prescrizioni per la prosecuzione delle attività.