La Pinacoteca Nazionale di Bologna si appresta ad inaugurare la stagione primaverile del 2026 con un'iniziativa culturale di grande respiro, intitolata "Parliamo d'arte". Si tratta di un ciclo di conferenze concepito per offrire al pubblico una rilettura innovativa delle preziose opere d'arte custodite all'interno del museo. Questo programma mira a svelare nuove interpretazioni e contesti, evidenziando il ruolo storico e continuo di Bologna nel panorama artistico italiano. Sette appuntamenti, distribuiti dal 3 marzo al 26 maggio, vedranno la partecipazione di eminenti studiosi provenienti da alcune delle più prestigiose università italiane, chiamati a esplorare le collezioni del museo attraverso la lente della cultura visiva medievale e moderna, intrecciando le vicende di autori, opere e i loro contesti storici e culturali. Il focus non sarà solo sui capolavori più celebri, ma anche su opere meno conosciute o conservate nei depositi, con l'obiettivo di far emergere nuove connessioni e arricchire la comprensione dell'arte bolognese.
Il ciclo prenderà il via martedì 3 marzo, alle ore 17, presso l'Aula Gnudi, con un intervento di Giulia Iseppi, dell'Università San Raffaele di Roma. La sua conferenza sarà dedicata al mito di Ercole e Iole, con particolare attenzione alla figura di Guido Reni. Attraverso un percorso che fonde pittura e letteratura, la studiosa traccerà un quadro della Bologna tra il Cinquecento e il Seicento, ponendo le opere in dialogo con l'immaginario delle Metamorfosi di Ovidio. Questo primo incontro partirà dall'analisi di un'importante tela dell'atelier di Guido Reni, conservata alla Pinacoteca, per ricostruire il ricco contesto culturale che vide l'affermazione del mito di Iole in quella specifica epoca, evidenziando come letterati e artisti, da Giovan Battista Marino al Barocco, abbiano rielaborato la figura dell'eroina classica. Il 17 marzo, sempre in Aula Gnudi, sarà presentata al pubblico per la prima volta una recente acquisizione della Pinacoteca: il "Volto di Cristo" di Alfonso Lombardi, scultore attivo nel primo Cinquecento. Questo frammento in terracotta rappresenta un punto di dialogo ideale con il Raffaellismo emiliano e l'eredità di Raffaello Sanzio. La programmazione proseguirà fino al 26 maggio con incontri dedicati ad artisti del calibro di Agostino Carracci, Giovanni da Modena, Cima da Conegliano, Francesco Francia, Lorenzo Sabatini e Lorenzo Costa. Tra gli appuntamenti, il 31 marzo Tommaso Pasquali (Palazzo Bentivoglio) parlerà di "Bologna, Europa: due pale fondamentali di Agostino Carracci", il 14 aprile Fabio Massaccesi (Università di Bologna) presenterà "Bologna 1410: Giovanni da Modena all’ombra di San Petronio", il 5 maggio Stefania Ventra (Università Ca’ Foscari Venezia) esplorerà "«Che si scelgano le opere classiche». Cima da Coneegliano, Francesco Francia e la Pinacoteca di Bologna tra età napoleonica e Restaurazione", il 12 maggio Valentina Balzarotti (Link Campus University, Roma) discuterà di "Lorenzo Sabatini e la Bologna del secondo Cinquecento. L’Assunzione della Vergine di Santa Maria degli Angeli" e il 26 maggio Giacomo Alberto Calogero (Università di Bologna) concluderà il ciclo con "Le molte vie di Lorenzo Costa". Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria tramite il sito della Pinacoteca.
La cultura è un faro che illumina il passato per comprendere meglio il presente e ispirare il futuro. Eventi come "Parliamo d'arte" rappresentano un'opportunità preziosa per approfondire la conoscenza del nostro patrimonio artistico e per stimolare una riflessione critica sull'eredità culturale che ci è stata tramandata. Attraverso il dialogo tra esperti e pubblico, si rafforza il legame con l'arte e si promuove la consapevolezza del valore inestimabile della storia dell'arte come strumento di crescita personale e collettiva. È un invito a riscoprire la bellezza, a interrogarsi sui significati nascosti delle opere e a riconoscere il ruolo centrale dell'arte nella formazione dell'identità di una comunità.