Massimiliano Giometti e il Futuro del Cinema: tra Passione Familiare e Sfide di Mercato

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L'industria cinematografica è in costante evoluzione, affrontando nuove sfide e opportunità. Un attore chiave in questo panorama è Massimiliano Giometti, un imprenditore la cui dedizione al cinema affonda le radici nella sua infanzia. Oggi, la sua impresa vanta un notevole impero di multisale, un traguardo raggiunto attraverso anni di impegno e innovazione. Giometti condivide le sue riflessioni sulle dinamiche attuali del settore, dal calo degli incassi post-pandemia alla crescente influenza delle piattaforme di streaming, evidenziando l'importanza di un contenuto di valore e di un approccio orientato all'esperienza dello spettatore. La sua visione si estende anche al ruolo delle associazioni di categoria e alla necessità di una collaborazione sinergica per garantire la vitalità delle sale cinematografiche nel futuro.

L'Industria Cinematografica Attraverso gli Occhi di Massimiliano Giometti

In una vivace conversazione con il magazine Ciak, Massimiliano Giometti, figura di spicco nel panorama cinematografico italiano, ha offerto una panoramica dettagliata sulle attuali sfide e prospettive del settore. Nato nel 1970, Giometti ha ereditato la passione per il cinema dalla sua famiglia, trasformando un piccolo inizio in un vasto circuito che oggi comprende 11 multisale e 84 schermi, impiegando 130 persone.

Giometti ha rivelato che il primo trimestre del 2026 ha mostrato un andamento altalenante. Dopo un gennaio promettente e un febbraio stabile, marzo ha registrato una flessione. Nonostante un calo del 30% rispetto ai livelli pre-Covid, ha sottolineato la resilienza e la determinazione a non arrendersi. Secondo lui, il successo di un film, sia esso italiano o internazionale, dipende intrinsecamente dalla sua qualità. Ha elogiato il lavoro di registi come Muccino, De Luigi e Milani, le cui opere hanno riscontrato un buon successo.

Il legame con il territorio è un elemento cruciale per il successo delle sue sale, molte delle quali situate vicino al mare, godendo di un'alta stagione estiva. Giometti ha anche parlato del "Giometti Show", un'iniziativa sviluppata con i fratelli Silvia e Gianluca, che mira a offrire un'esperienza cinematografica completa, che va oltre la semplice proiezione del film, coinvolgendo gli spettatori dal momento dell'ingresso fino all'uscita.

Riguardo alla tecnologia, Giometti ha osservato che, nonostante le sue sale siano dotate di proiettori laser all'avanguardia, il pubblico generalista spesso non percepisce la differenza. Ha ricordato con emozione gli inizi con il nonno Gino, quando il cinema era "di sentimenti" e un affare di famiglia, un'essenza che, nonostante l'avanzamento tecnologico, si sforza di mantenere.

Essere inclusi nella classifica "Giants of Exhibition" di UNIC, che annovera i 50 maggiori circuiti cinematografici europei, è per Giometti non solo un traguardo ma anche una grande responsabilità, soprattutto verso i 130 dipendenti e le loro famiglie. Ha sottolineato l'importanza dell'ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), di cui è vicepresidente, e la necessità di una visione unitaria e collaborativa per affrontare le sfide del mercato e delle istituzioni.

Il pubblico che frequenta le sue sale è prevalentemente giovane, fino ai 35 anni. Ha notato una "pigrizia diffusa" tra le fasce di età più avanzate, specialmente dopo la pandemia, che ha modificato abitudini e orari di frequentazione. La distribuzione è un punto dolente per Giometti, che critica le alte percentuali di noleggio dei film e la contemporaneità delle uscite in sala e sulle piattaforme, specialmente per i film stranieri e quelli italiani finanziati dal MiC, disponibili in TV dopo soli 105 giorni.

Per Giometti, le piattaforme non sono solo concorrenti delle sale, ma del cinema stesso. Bruciano contenuti troppo rapidamente e non hanno compreso il potenziale di una collaborazione che potrebbe includere prequel, sequel e persino la proiezione di serie TV al cinema. Ha infine proposto di aprire le sale anche al mattino per eventi culturali e educativi, coinvolgendo scuole e aziende, per trasformare il cinema in un centro di divertimento e conoscenza.

Le parole di Massimiliano Giometti ci offrono una lente preziosa per comprendere il dinamismo e le complessità del settore cinematografico contemporaneo. La sua testimonianza sottolinea come, in un'era dominata dal digitale e dalle nuove forme di consumo culturale, la passione autentica e un approccio innovativo siano più che mai fondamentali. L'insistenza sulla qualità del "bel film" e sull'importanza di un'esperienza che va oltre la semplice visione, trasformando il cinema in un luogo di incontro e coinvolgimento, è un messaggio potente. Questo approccio olistico, che include la valorizzazione del territorio e l'attenzione al benessere dei dipendenti, dimostra una leadership illuminata. La sua critica costruttiva verso le politiche di distribuzione e le piattaforme di streaming rivela la consapevolezza che il futuro del cinema non può prescindere da una collaborazione più strategica tra tutti gli attori coinvolti. Le sue proposte, come l'apertura delle sale al mattino per iniziative culturali e didattiche, sono un'iniezione di ottimismo e un invito a ripensare il ruolo del cinema nella società, non solo come intrattenimento, ma come veicolo di cultura, educazione e comunità. È un richiamo a non perdere di vista l'anima del cinema, quel "cinema di sentimenti" di cui parlava il nonno, capace ancora oggi di emozionare e unire le persone.

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