Situato nel cuore pulsante del distretto del design di Milano, lo spazio Fendi è stato oggetto di un'accurata riqualificazione che lo proietta dal passato industriale verso un futuro di innovazione. Questo progetto architettonico ha saputo fondere l'eredità storica di un'antica officina meccanica con le moderne esigenze di flessibilità e funzionalità, creando un ambiente che rispetta la sua identità originaria e, al tempo stesso, esprime una contemporaneità raffinata. La presenza del celebre Labirinto di Arnaldo Pomodoro arricchisce ulteriormente il sito, conferendogli una dimensione artistica e culturale profonda.
Rinascita Architettonica: Il Nuovo Spazio Fendi Solari di Milano
Nell'effervescente distretto del design milanese, l'edificio che un tempo ospitava l'officina meccanica Riva Calzoni, risalente all'Ottocento, è stato trasformato nel "Fendi Solari showroom-show area". Questo ambizioso progetto, curato dal Fendi Architecture Department, ha avuto luogo a Milano, dove la memoria industriale si fonde armoniosamente con l'innovazione. Il team di progetto di Politecnica, guidato da Tommaso Conti e Sergio Virdis, ha saputo infondere nuova vita a questa struttura storica, preservandone il carattere distintivo.
L'intervento non ha alterato la struttura preesistente in modo invasivo, introducendo invece due nuove costruzioni in acciaio indipendenti: la Torre Backstage e la Torre Pomodoro. Queste strutture, realizzate con circa 190 tonnellate di acciaio S355, più 35 tonnellate per la passerella sospesa, sono state ancorate con micropali IGU per non interferire con le fondamenta esistenti e il Labirinto di Arnaldo Pomodoro. Questa soluzione ha permesso di mantenere un sistema strutturale chiaro e leggibile, valorizzando anche i due carriponte originali dell'officina.
Le torri sono concepite per essere autonome, ma si connettono agli orizzontamenti tramite un sistema che ottimizza i passaggi impiantistici. Travi forate, rinforzate localmente, consentono un'efficiente canalizzazione senza aumentare gli ingombri, rispondendo alla richiesta di Fendi di spazi tecnici discreti e adattabili alle diverse configurazioni espositive. L'utilizzo del BIM ha garantito un'analisi dinamica modale delle strutture, assicurando stabilità e controllo di vibrazioni, specialmente negli spazi destinati a performance artistiche. La protezione al fuoco, conforme agli standard R30 e R15, è stata integrata con vernici intumescenti e dettagli costruttivi che preservano l'estetica metallica e la durabilità dei profili secondo la normativa UNI EN ISO 12944.
Un elemento architettonico distintivo è la passerella sospesa, ancorata alle colonne esistenti ma strutturalmente indipendente dalle torri, che ridefinisce la fruibilità degli spazi interni. Questo ponte leggero e tecnico rispetta le deformazioni differenziali tra le nuove e le vecchie strutture, senza compromettere l'integrità globale dell'edificio. Anche gli interventi locali, come l'ampliamento del vano interrato e la creazione di nuove fosse per gli ascensori, sono stati minimizzati per non aumentare i carichi permanenti. Questo progetto è un esempio virtuoso di come la tecnica e la precisione possano essere messe al servizio della trasformazione, restituendo uno spazio versatile e "neutro", una "scatola bianca" che può accogliere innumerevoli allestimenti e narrazioni, incarnando la filosofia Fendi di equilibrio tra rigore e sperimentazione, memoria e innovazione.
Questo progetto di riconversione contemporanea rappresenta un modello illuminante per il futuro dell'architettura e del design. La capacità di Fendi e dei suoi partner di integrare nuove volumetrie autonome all'interno di un contesto storico, senza sacrificarne l'identità, dimostra come il rispetto per il passato e l'apertura all'innovazione possano coesistere in un dialogo proficuo. È una testimonianza che, attraverso un approccio misurato e tecnicamente avanzato, è possibile costruire il futuro valorizzando le tracce del passato, creando spazi che sono al contempo funzionali, esteticamente appaganti e ricchi di significato culturale.